1. Requisiti necessari
Per usufruire dei bonus, è necessario rispettare quattro criteri fondamentali:
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Residenza: L'immobile deve trovarsi nel Comune dove si vive o si lavora. Se si risiede altrove, è obbligatorio trasferirvi la residenza entro 18 mesi
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Classificazione Catastale: Sono ammesse le categorie da A/2 a A/7 e la A/11. Sono esclusi gli immobili di lusso (A/1, A/8, A/9).
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Proprietà di altre case: Non si devono possedere altre case nel medesimo Comune. Se si possiede già una "prima casa" in un altro Comune, la si può mantenere solo se viene venduta entro 2 anni dal nuovo acquisto.
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Cittadini stranieri: Possono accedere alle stesse agevolazioni se in possesso di regolare permesso di soggiorno.
2. Agevolazioni fiscali sull'acquisto
I vantaggi variano in base al venditore:
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Acquisto da privato (o impresa esente IVA): L'imposta di registro scende dal 9% al 2%. Imposte ipotecaria e catastale fisse a 50€ l'una.
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Acquisto da impresa (con IVA): L'IVA si riduce dal 10% al 4%. Imposte di registro, ipotecaria e catastale fisse a 200€ l'una.
3. Vantaggi sul Mutuo
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Imposta sostitutiva: Ridotta allo 0,25% dell'importo erogato.
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Detrazioni IRPEF: È possibile detrarre il 19% degli interessi passivi (fino a un massimo di 4.000€ l'anno, pari a un risparmio di 760€) e il 19% delle spese accessorie (istruttoria, perizia, ecc.).
4. Come non perdere i benefici
Le agevolazioni possono essere revocate (con sanzioni del 30% più interessi) se:
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Si rendono dichiarazioni false nell'atto.
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Non si sposta la residenza entro 18 mesi.
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Si vende l'immobile prima di 5 anni, a meno che non se ne acquisti un altro (come abitazione principale) entro due anni dalla vendita.
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Non si vende la precedente prima casa entro i 2 anni previsti.
In sintesi: Le agevolazioni 2026 offrono un buon risparmio sia sulle tasse d'acquisto che sul costo del mutuo, a patto di monitorare con attenzione le scadenze e i requisiti soggettivi e oggettivi dell'immobile.
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